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Intitolato alla memoria di Giovanni Villa un automezzo C.R.I.

"Una risposta pronta. Concreta e rilevante. La vostra azienda si è offerta quale sponsor indispensabile, durante il periodo drammatico del Covid 19, quando il nostro impegno era massimo e le risorse per provvedere ai dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti e divise, non erano mai abbastanza". Con queste parole il Presidente del Comitato Croce Rossa Italiana di Vercelli, Carlo Albricci, ha tributato doverosi ringraziamenti agli amministratori della Zschimmer & Schwarz Italiana di Tricerro che, venerdì 30 maggio, hanno ospitato insieme a lui i delegati Giovanni Barbieri e Roberto Manfrinato, per aver voluto onorare la memoria di un ex collega con l’acquisto di un mezzo adibito al trasporto di anziani e malati. La donazione di 15.000 euro, avvenuta nel mese di aprile 2020 – parte di un importo di 100.000 euro che l’azienda tricerrese ha corrisposto a quattro strutture sanitarie di Vercelli, Trino e Casale Monferrato - è stata la pronta reazione all’appello lanciato dalla CRI, che era in prima linea a fronteggiare l’emergenza con servizi come “pronto spesa” e “pronto farmaco” o ad assistere gli ospiti delle Case di Riposo, il cui personale era infetto e impossibilitato a recarsi al lavoro. L’elargizione, disposta dagli Amministratori Delegati della Zschimmer & Schwarz Italiana - Giorgio Mosso, Fabrizio Guala e Stefano Ferrigato - è stata effettuata nella primavera del 2020 con una clausola, ovvero riportare nella causale di bonifico e nella quietanza il nome del collega, ed ex Amministratore Delegato, Giovanni Villa, deceduto proprio nella prima ondata della pandemia. Una richiesta che, come precisato da Albricci: "era importante ma non sufficiente a sdebitarci con un’azienda che si sostituiva alle Istituzioni nel dare il proprio supporto. Ma la cogenza del Covid e i tempi serrati hanno dilazionato la concretizzazione del nostro intento che ha preso vita solo nel 2025, quando abbiamo potuto impiegare i soldi ricevuti per l’acquisto di un mezzo idoneo al trasporto dei malati". Venerdì 30 maggio, il mezzo è stato quindi inaugurato durante una breve cerimonia nell’azienda di Tricerro, così che tutti i dipendenti, i tanti ex colleghi del Dr. Villa ormai in pensione, e i suoi familiari potessero ammirare la scritta riportata sulla carrozzeria: “In memoria di Giovanni Villa, già A.D. Zschimmer & Schwarz Italia Spa”. Alla commemorazione hanno partecipato anche la moglie Mariella e le figlie Laura e Roberta. A farne un ritratto sincero è stato il dr. Giorgio Mosso: "Ho conosciuto Giovanni negli anni ’90. All’epoca lui era un venditore, mentre io ero un giovane Revisore dei Conti in trasferta a Tricerro; l’azienda era molto più piccola di come si presenta oggi, gli uffici non erano nella palazzina attuale bensì sopra i laboratori, e qui dove ora sorgono parte degli impianti c’era un’area verde. Giovanni era una persona solare, che sapeva coinvolgere tutti con il suo ottimismo e la sua allegria. Sul lavoro si era subito distinto per essere un venditore attento, responsabile e molto in gamba. Giovanni però non era solo un bravo venditore; era anche un ottimo manager, perché aveva la visione della Zschimmer & Schwarz nel futuro. Con la sua competenza e la sua direzione, in oltre 30 anni di attività, ha fortemente contribuito alla crescita ed alla definitiva affermazione del sito produttivo di Tricerro, ottenendo profondo rispetto e affetto fra colleghi e collaboratori. Nella vita privata, aveva due grandi passioni: il Milan e Berlusconi. Era originario di Milano e il suo accento milanese era immediatamente riconoscibile quando, transitando nei corridoi, parlava di prezzi, margini, prodotti e clienti, tutti argomenti ancora molto attuali". Il racconto del dr. Mosso ha poi toccato l’anno in cui Giovanni, da Direttore Commerciale, fu promosso al ruolo di Amministratore Delegato. "Era il 2004. Ad inizio anno un Amministratore, il Rag. Franco Tomasino, andò in pensione, mentre il suo pari, Dr. Angelo Ariotto, venne a mancare in estate; si aprì così un’opportunità per Giovanni che volle condividere il suo avanzamento, suggerendo alla proprietà tedesca di arruolare nel “board” due giovani dipendenti: quei due giovani eravamo io, che mi sarei poi occupato di Contabilità e Personale, e Fabrizio Guala che da allora avrebbe preso le redini della Produzione. Un rapporto a tre di fiducia e stima che permise alla nostra azienda di fare un salto di qualità in termini di numeri e di capacità produttiva, i cui frutti si raccolgono ancora oggi".



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